Luigi Rondi: una vita passata tra i boschi della Valle Brembana alla ricerca di uno dei prodotti gastronomici più pregiati del nostro Paese, il tartufo. Pioniere di un hobby che per lui e la sua famiglia è diventato, nel corso degli anni, un mestiere vero e proprio

Classe 1914, nato e cresciuto a Bracca, in Valle Brembana, Luigi Rondi da queste parti era conosciuto come «Trifulì», chiamato così per la naturale inclinazione a scovare tartufi che da queste parti crescono in abbondanza, soprattutto il «Tuber aestivum», chiamato anche tartufo estivo, scorzone o semplicemente «trifola».

E di tartufi Luigi se ne intendeva, eccome la passione per questo prezioso tuber ha portato, infatti, padre e figli a installare nel prato di casa una piantagione di piante da tartufo. Luigi con il suo cane Lilly che per 25 anni e’ stato il suo fedele compagno di ricerca, scovava i tartufi nascosti sotto le radici delle piante di carpini e noccioli.

Luigi usciva di casa la sera tardi perché’ quello era il momento migliore per non farsi seguire e tenersi i posti migliori. Andava sempre da solo, senza nessun altro a parte il suo cane Lilly, che l’ho seguiva sui sentieri delle valli. E ogni mattina tornava con il sorriso stampato in viso e le tasche sempre piene di tartufi Vanghetto e zappetta in mano – i due strumenti indispensabili del tartufaio – il signor «Trifulì» di chilometri ne ha macinati davvero tanti, sempre alla ricerca di questi funghi pregiati.

La sua storia inizia molto presto, quando da bambino seguiva il padre per i boschi attorno al paese. Da una valle all’altra della Bergamasca, il piccolo Luigi iniziava così ad apprendere tutti segreti del mestiere, come lui stesso raccontava

“Partivamo dai boschi attorno al paese e salivamo a Selvino per poi scendere la Valle Seriana fino a Nembro. Capitava anche di scendere fino ai Prati Parini o di salire a Costa Serina. Tutte zone ricche di querce, carpini e noccioli e ovviamente di tartufi nascosti tra le radici”

Dall’adolescenza alla gioventù: a 25 anni Luigi parte per la guerra e viene spedito in Abissinia. Poi il ritorno a casa: di mestiere boscaiolo, Luigi inizia a costruirsi una famiglia senza però trascurare quella passione che nel giro di pochi anni diventa qualcosa di più di un hobby: a Bracca, infatti, era conosciuto come il più esperto raccoglitore di tartufi, tanto che il suo nome diviene noto anche alle famiglie benestanti della città.

Luigi ogni fine settimana prendeva il treno e scendeva a Bergamo per vendere i tartufi ai negozianti del centro e in poco tempo la vendita è diventata un secondo lavoro. Poi, nel 1989, l’idea di installare una tartufaia nel prato di casa. Grazie a questa coltivazione i tartufi non mancavamo mai.

Una passione autentica...